Gli
antichi Esseni forse identificarono meglio di chiunque altro il ruolo dei rapporti
umani, riuscendo a dividerli in 7categorie: 7 misteri corrispondenti ai vari tipi
di rapporto che ciascun essere umano avrebbe esperimentato nel corso della sua
vita di relazione. Gli Esseni li hanno definiti "specchi" e ci fanno
ricordare che in ogni momento della nostra vita la nostra realtà interiore
ci viene rispecchiata dalle azioni, dalle scelte e dal linguaggio di coloro che
ci circondano.
IL 1° SPECCHIO ESSENO
Il primo specchio esseno,
dei rapporti umani, è quello della nostra presenza nel momento presente.
Il
mistero del Primo specchio è incentrato su cosa noi inviamo nel momento
presente, alle persone che ci stanno accanto.
Quando ci troviamo circondati
da individui e modelli di rapporto di comportamento in cui domina l'aspetto della
rabbia o della paura, lo specchio funziona in entrambi i sensi, potrebbe invece
trattarsi di gioia, estasi e felicità, ciò che vediamo nel primo
specchio è l'immagine di quello che noi siamo nel presente. Chi ci è
vicino ce lo rimanda, rispecchiandoci.
IL
2° SPECCHIO ESSENO
Il secondo specchio esseno, dei rapporti umani,
ha una qualità simile alla precedente ma è un po' più sottile.
Anziché riflettere ciò che siamo, ci rimanda ciò che noi
giudichiamo nel momento presente.
Se siete circondati da persone, i cui modelli
di comportamento vi provocano frustrazione o scatenano la vostra rabbia o astio
e se percepite che quei modelli non sono vostri in quel momento, allora chiedetevi:
Mi stanno mostrando me stesso nel presente? Se potete onestamente rispondervi
con un no c'è una buona probabilità che vi stiano invece mostrando
ciò che voi giudicate nel momento presente. La rabbia, l'astio o la gioia
che voi state giudicando.
IL 3° SPECCHIO ESSENO
Il terzo
specchio esseno dei rapporti umani è uno degli specchi più facili
da riconoscere, perché lo percepiamo ogni volta che ci troviamo alla presenza
di un'altra persona, quando la guardiamo negli occhi, e in quel momento accade
qualcosa di magico. Alla presenza di questa persona, che forse non conosciamo
nemmeno, sentiamo come una scossa elettrica, forse anche la pelle d'oca sulla
nuca o sulle braccia. Che cosa è appena successo, in quell'attimo?
Attraverso
la saggezza del terzo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità
che, nella nostra innocenza, noi rinunciamo a delle grosse parti di noi stesi,
per poter sopravvivere alle esperienze della vita. Possono venir perse, senza
che noi ce ne rendiamo conto, o forse le perdiamo consapevolmente o ancora ci
vengono portate via da coloro che hanno un potere su di noi.
Talvolta quando
ci troviamo in presenza di un individuo che incarna proprio le cose che abbiamo
perduto e che stiamo cercando, per poter ritrovare la nostra interezza, i nostri
corpi esprimono una risposta fisiologica per mezzo della quale realizziamo di
nutrire un'attrazione magnetica verso quella persona.
Se vi trovate in presenza
di qualcuno e, per qualche motivo inspiegabile, sentite l'esigenza di passare
del tempo con quella persona, ponetevi una domanda: che cosa ha questa persona
che io ho perduto, ho ceduto, o mi è stato portato via? La risposta potrebbe
sorprendervi molto perché in realtà riconoscerete questa sensazione
di familiarità, quasi verso chiunque incontriate. Cioè vedrete delle
parti di voi stessi in tutti. Questo è il terzo mistero dei rapporti umani.
IL 4° SPECCHIO ESSENO
Il quarto specchio esseno dei rapporti
umani è una qualità un po' diversa. Spesso nel corso degli anni
ci accade di adottare dei modelli di comportamento che poi diventano tanto importanti
da farci riorganizzare il resto della nostra vita per accoglierli.
Sovente
tali comportamenti sono compulsivi, creano dipendenza. Il Quarto mistero dei rapporti
umani, ci permette di osservare noi stessi in uno stato di dipendenza e compulsione.
Attraverso la dipendenza e la compulsione, noi rinunciamo lentamente proprio alle
cose a cui teniamo di più. Cioè mentre le cediamo, poco a poco vediamo
noi stessi lasciare le cose che più amiamo. Ad esempio, quando parliamo
di dipendenza e compulsione, molte persone pensano all'alcol e alla nicotina che
sono certamente capaci di creare tali stati.
Ma ci sono altri modelli di comportamento
più sottili come l'esercizio di controllo in ambiente aziendale o in famiglia
o come la dipendenza dal sesso, dal possedere o generare denaro e abbondanza,
anche questi sono esempi di compulsione e dipendenza.
Quando una persona incarna
un simile modello di comportamento, può star certa che il modello, che
pur è bello di per sé, si è creato lentamente nel tempo.
Poco a poco, noi rinunciamo alle cose che ci sono più care. Se riorganizziamo
le nostre vite per far posto al modello dell'alcolismo o all'abuso di sostanze
forse stiamo rinunciando a porzioni della nostra vita rappresentate dalle persone
che amiamo, dalla famiglia, dal lavoro, dalla nostra stessa sopravvivenza.
Il
tratto positivo di questo modello è che può essere riconosciuto
ad ogni stadio, senza bisogno di arrivare agli estremi perdendo tutto. Possiamo
riconoscerlo, guarirlo, e ritrovare la nostra interezza ad ogni stadio.
IL
5° SPECCHIO ESSENO
Nella mia opinione questo modello di rapporti umani,
il quinto specchio esseno, è forse il più potente in assoluto, perché
credo ci permetta di vedere meglio e più profondamente degli altri la ragione
per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un dato modo. Esso rappresenta lo specchio
che ci mostra i nostri genitori nel corso della nostra interazione con loro.
Attraverso
questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilità che le azioni
dei nostri genitori verso di noi riflettano le nostre credenze e aspettative nei
confronti di quello che potrebbe configurarsi come il più sacro rapporto
che ci sia dato di conoscere sulla Terra e cioè il rapporto fra noi e la
nostra Madre e il nostro Padre Celeste, vale a dire con l'aspetto maschile e femminile
del nostro creatore, in qualunque modo lo concepiamo.
È attraverso il
rapporto con i nostri genitori, che essi ci mostrano le nostre aspettative e credenze
verso il rapporto divino. Per esempio se ci troviamo a vivere un rapporto con
genitori da cui ci sentiamo continuamente giudicati o per i quali anche fare del
nostro meglio non è mai abbastanza, è altamente probabile che quel
rapporto rifletta la seguente verità: siamo noi che crediamo, dentro di
noi, di non essere all'altezza e che forse non abbiamo realizzato quello che ci
si aspettava da noi attraverso la nostra percezione di noi stessi fino al Creatore.
Questo
è uno specchio potente e molto impalpabile, che, forse più di altri,
ci può svelare perché abbiamo vissuto le nostre vite in un determinato
modo.
IL 6° SPECCHIO ESSENO
Il sesto specchio esseno dei
rapporti umani ha un nome abbastanza infausto, infatti gli antichi lo chiamarono:
l'Oscura notte dell'anima.
Ma lo specchio in sé non è necessariamente
altrettanto sinistro del suo nome. Attraverso un'oscura notte dell'anima, ci viene
ricordato che la vita tende verso l'equilibrio, che la natura tende verso l'equilibrio
e che ci vuole un essere estremamente magistrale per bilanciare quell'equilibrio.
Nel momento in cui affrontiamo le più grandi sfide della vita possiamo
star certi che esse divengono possibili solo dopo che abbiamo accumulato tutti
gli strumenti che ci servono per superarle con grazia e con facilità, perché
è quello il solo modo per superarle.
Fino a che non abbiamo fatto nostri
quegli strumenti non ci troveremo mai nelle situazioni che ci richiedono di dimostrare
determinati livelli di abilità. Quindi, da questa prospettiva, le sfide
più alte della vita, quelle imposteci dai rapporti umani e forse anche
dalla nostra stessa sopravvivenza, possono essere percepite come delle grandi
opportunità a nostra disposizione, per saggiare la nostra abilità,
anziché come dei test da superare o fallire.
È proprio attraverso
lo specchio della notte oscura dell'anima che vediamo noi stessi nudi, forse per
la prima volta, senza l'emozione, il sentimento, ed il pensiero, senza tutte le
architetture che ci siamo creati intorno per proteggerci.
Attraverso questo
specchio possiamo anche provare a noi stessi che il processo vitale è degno
di fiducia ed anche che possiamo aver fiducia in noi stessi mentre viviamo.
La
notte oscura dell'anima rappresenta per noi l'opportunità di perdere tutto
ciò che ci è sempre stato caro nella vita e di vedere noi stessi
alla presenza e nella nudità di quel niente.
E proprio mentre ci arrampichiamo
fuori dall'abisso di ciò che abbiamo perso e percepiamo noi stessi in una
nuova luce, che esprimiamo i nostri più alti livelli di maestria.
IL
7° SPECCHIO ESSENO
Dalla prospettiva degli antichi, il settimo mistero
dei rapporti umani o settimo specchio esseno era il più sottile e, per
alcuni versi, anche il più difficile. E' lo specchio che ci chiede di ammettere
la possibilità che ciascuna esperienza di vita, a prescindere dai suoi
risultati, è di per sé perfetta e naturale. A parte il fatto che
si riesca o meno a raggiungere gli alti traguardi che sono stati stabiliti per
noi da altri, siamo invitati a guardare i nostri successi nella vita senza paragonarli
a niente. Senza usare riferimenti esterni di nessun genere.
Il solo modo in
cui riusciamo a vederci sotto la luce del successo o del fallimento è quando
misuriamo i nostri risultati, facendo uso di un metro esterno. A quel punto sorge
la seguente domanda: "A quale modello ci stiamo rifacendo per misurare i
nostri risultati? Quale metro usiamo?"
Nella prospettiva di questo specchio
ci viene chiesto di ammettere la possibilità che ogni aspetto della nostra
vita personale - qualsiasi aspetto - sia perfetto così com'è. Dalla
forma e peso del nostro corpo ai nostri risultati in ambito accademico, aziendale
o sportivo. Ci renderemo conto insieme che, in effetti, questo è vero e
che un risultato può essere sottoposto a giudizio solo quando viene paragonato
ad un riferimento esterno.
Siamo quindi invitati a permettere a noi stessi
di essere il solo punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo.
*testo
di Gregg Braden