
Una
perla custodita nella sua conchiglia, così si presenta Portofino al visitatore
che viene dal mare.
E' una baia ben riparata sia per la conformazione, sia
per il monte di Portofino che si affaccia sul mare formando una scogliera lunga
un paio di chilometri che ha nella Punta del Faro l'estremità orientale.
La posizione favorevole, infatti, attirò l'insediamento umano fin da tempi
remoti. Plinio il Vecchio cita la località come "Portus Delphini",
ed era già noto in epoca romana. Determinante per Portofino l'insediamento
dei monaci a San Fruttuoso: da loro partì una intensa opera di cura
per il territorio e per tutte le attività, economiche e spirituali, con
influenze che andavano ben oltre i limiti geografici del Monte.
Dopo essere
stato per circa duecento anni sotto l'abbazia di San Fruttuoso, dal XII secolo
il borgo passò alla Repubblica di Genova, che nel XVII secolo fece costruire
una fortezza nota ora come Castello Brown, derivante dal nome del Console
Inglese a Genova, Sir Montagne Yeats Brown. proprietario del maniero dal 1867
al 1949. E' una struttura con fondamenta romane, nel corso dei secoli il Castello
ha visto, tra gli altri, il dominio della Repubblica di Genova, delle forze Inglesi
ed austriache, delle Armate Napoleoniche ed infine del regno di Sardegna. Nel
1961 è stato acquistato dal comune di Portofino.

Per
comprendere la bellezza e l'eccezionalità di Portofino bisogna guardarla
dal piazzale della chiesa di San Giorgio che sorge a picco sul promontorio
dominando il borgo. Da qui con un colpo d'occhio si dominano il porto e la fila
di case colorate con le caratteristiche decorazioni. La chiesa di San Martino,
del XII secolo, sorge nel nucleo più antico del paese, conserva marmi barocchi,
sculture e dipinti notevoli, come il trittico dei Santi Rocco, Sebastiano e Fabiano
con in alto l'"Ecce Homo" affiancato dall'Arcangelo Gabriele e dall'Annunziata.
Altre tele degne di nota, di scuola genovese del XVI secolo: l'Annunciazione e
San Martino in mezzo ai poveri.
Alle spalle del borgo salendo per le stradine
ed i sentieri del Monte di Portofino anche là dove la mano dell'uomo non
è intervenuta, la disposizione delle piante, della macchia mediterranea,
l'andamento mosso del terreno, offrono uno spettacolo di grazia spontanea. Le
escursioni sul monte di Portofino sono un'esperienza altrettanto intensa di
quella che si può godere a contatto col sole e col mare. Ombre riposanti,
improvviso irrompere di luce piena, mediterranea, scorci di cielo azzurro, squarci
improvvisi dove, al di là del verde, si stende il blu cobalto del mare,
aromi intensi, dolcissimi.Un giardino profumato che la natura ha voluto elargire.
Il
passato porta per mano nel futuro le suggestioni di una festa religiosa, i segreti
di riti che vengono tramandati. Ecco la tradizionale sfilata dei Cristi,
la celebrazione della funzione religiosa con l'esposizione delle reliquie di
S. Giorgio Martire, conservate gelosamente dai portofinesi nella Chiesa a
Lui dedicata, la cascata dei fuochi artificiali e il falò che viene acceso
sulla piazzetta, illuminano e colorano una notte di primavera nel piccolo borgo,
il tutto per ricordare il Martire.
testi
e immagini tratti dal sito: http://www.portofinoamp.it/